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La Romana Sambuca è una miscela unica di essenze naturali e d'ingredienti accuratamente selezionati, tra  i quali: l’anice verde, l’anice stellato e il sambuco in un bouquet ricco e profumato.

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Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente

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Il Terre dei Grifi presenta un colore giallo oro lucido, con leggere sfumature verdoline. Grazie ad un lungo periodo passato sui lieviti, questo vino dimostra una buona complessità olfattiva, con aromi di fiori di campo che si amalgamano a note fruttate esotiche, e, sul finire, con sentori di muschio e di mandorla. In bocca risulta pieno e fresco vivo, con un elegante e persistente retrogusto di pera matura e di mandorla verde che accompagna il finale.

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Nel dicembre 1907 in località Torre del Padiglione, a breve distanza dalla cantina, fu rinvenuto il bassorilievo di “Antinoo”, giovane greco di straordinaria bellezza vissuto nel II secolo. L’opera lo rappresenta intento a recidere un tralcio da cui pendono due grappoli di uva, è così che nasce uno degli storici bianchi di Casale del Giglio, un attento assemblaggio di chardonnay e viogner vinificato in acciaio e lasciato maturare in tonneaux e in barrique di rovere francese. Il Lazio Bianco IGT “Antinoo” 2014 di Casale del Giglio è un bianco lungo e materico, perfetto per accompagnare i piatti più diversi.

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Il "Mater Matuta" Riserva di Casale del Giglio è un rosso prevalentemente realizzato con uve Syrah a cui si aggiunge una piccola percentuale di Petit Verdot. Colpisce al naso per un ventaglio olfattivo vivo e complesso, dalle spezie dolci, alla macchia mediterranea, con tabacco e caffè. Al palato è suadente e strutturato, con trama tannica ben integrata e lungo finale con echi fruttati

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Il tempranillo è un vitigno di origine spagnola coltivato in particolare nella Ribera del Duero e nella Rioja. Si tratta di una varietà che si è adattata molto bene al clima mediterraneo ed in particolare ai terreni freschi e profondi di Casale del Giglio, nella zona denominata “Valle” (anticamente “Riserva Bottacci”). Condizioni che portano, dopo un’attenta maturazione in acciaio e per una piccola parte in botti di ciliegio, ad un vino ricco ed equilibrato, di grandissima piacevolezza: il Lazio Tempranijo IGT 2014 di Casale del Giglio.

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Questo vino prende il nome dall’antica città di “Satricum”.
Le più antiche tracce di capanne risalgono al IX Sec. a.C. ed erano organizzate in forma di villaggio con luogo di culto al centro.
Tale insediamento, situato sull’altura prossima al fiume Astura, più tardi sarebbe diventato l’Acropoli della città, luogo in cui avrebbe visto la sua collocazione il tempio della divinità Mater Matuta di cui, ancora oggi, sono visibili le vestigia, in prossimità dell’attuale Borgo Le Ferriere (LT).

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Vitigno a bacca bianca originario della Valle del Rodano che si è diffuso nel Sud della Francia.
Famoso il pregiato “Condrieu”.
Molto resistente alla siccità, si adatta bene ai climi caldi.
Le uve in maturazione assumono un color giallo carico ed i grappoli si presentano piuttosto compatti.
Ama terreni sciolti e poco fertili che permettono una maturazione lenta e graduale esaltando così gli aromi di pesca e di albicocca.

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Lo Shiraz (o Syrah) è un vitigno di origine orientale, che proviene dall’antica Persia.
Si è affermato in Francia principalmente nella Valle del Rodano, dove concorre, insieme ad altri vitigni, alla produzione di vini celebri come l’Hermitage e lo Châteauneuf-du Pape.
A partire dall’inizio del secolo scorso questo vitigno ha avuto diffusione in alcune parti dell’Australia, come ad esempio la Hunter River Valley, presso Sidney.
Grazie al progetto “Casale del Giglio” è stato introdotto per la prima volta in provincia di Latina nel 1985.

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Prende il nome da Matidia, nobildonna romana, appartenente alla dinastia degli Antonini, che ebbe il titolo di “Augusta”.
Fu nipote dell’imperatore Traiano e suocera dell’imperatore Adriano. Alla sua morte nel 119 d.c., Adriano ne pronunciò l’orazione funebre e la divinizzò.
Le sue statue erano presenti in tutto l’Impero e furono coniate monete con la sua effige.
Le fu dedicato un tempio nel Campo Marzio a Roma, che doveva corrispondere all’attuale chiesa di Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica, luogo storico, molto caro alla Famiglia Santarelli in quanto lì ebbe inizio la loro attività di mercanti di vino.

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